Yoga

a cura di Carla Massidda.

Le origini dello yoga

 

 

Una leggenda indiana racconta di un pesce che, al tempo,  ascoltava di nascosto il dio Shiva mentre insegnava alla sua sposa Parvati i segreti dello yoga. Il pesce fu scoperto ed Shiva lo scacciò. Alla ricerca di un nuovo luogo in cui vivere, il pesce arrivò sulle coste dell'India e quando si avvicinò alla terra avvenne un miracolo, il pesce diventò uomo! Gli abitanti lo accolsero e lo chiamarono Matsyendra, il Signore dei Pesci; grato per l'accoglienza Matsyendra insegnò loro tutte le posizioni dello yoga.
Il significato della leggenda vuole sottolineare che lo yoga è una disciplina, il cui insegnamento consiste nel riprendere contatto con la nostra corporeità. Il pesce,  dopo aver appreso gli insegnamenti di Shiva, diventò uomo - un dio in terra, a indicare l'essenza divina nell'uomo.
L'origine dello yoga non è databile, alcune testimonianze  attribuiscono antichissime radici sciamaniche, altre si ricongiungono alla fine delle glaciazioni, circa 9000 anni prima di Cristo. Anticamente la disciplina veniva trasmessa oralmente da maestro a discepolo, molto più tardi vennero scritti testi in dravidico tradotti poi in sanscrito.
A quell'epoca l'uomo era legato ai ritmi della natura, solo più tardi  induismo e buddismo divulgarono la pratica yogica nei suoi molteplici aspetti,  con lo scopo di purificare il corpo e la mente, indirizzando l'energia al fine più elevato dell'esistenza umana, la spiritualità.
Lo yoga non è una pratica religiosa, si propone di ottenere il controllo del corpo e della mente liberando l'uomo dagli attaccamenti, incanalando l'energia vitale lungo canali detti Nadi, affinchè la vita di ognuno assuma un senso compiuto. 

Lo yoga esprime e persegue tre concetti fondamentali:
1. Nell'essere, l'energia vitale (prana) è veicolata dal respiro
2. L'energia vitale è diretta dalla mente. L'energia va dove va il pensiero. La qualità del pensiero determina la qualità dell'energia 
3. La respirazione è l'unica attività corporea che, pur essendo involontaria, può essere costantemente monitorata e controllata anche volontariamente
4. Il respiro assume un ruolo fondamentale nella comunicazione tra conscio ed inconscio, e lo studio delle pratiche di respirazione consente un miglioramento del controllo di tutti gli stati emotivi, nonché dello stato di concentrazione mentale
PranaYama:  Prana - forza vitale +  Yama - controllo.  Ayama: al di la del controllo
inspirazione: gioia, alla luce, al sorriso. entra una parte dell'universo in noi
espirazione: malinconia, al buio, al vuoto. cediamo una parte di noi stessi all'universo.
Trattenimento a pieno: Diffusione del prana in tutto l’organismo, nutrimento
Trattenimento a vuoto: Percezione del nulla
Il Prana si trova in tutte le forme viventi, nell'acqua, nella terra e nel cibo. la nostra principale fonte di Prana (forza vitale) è  l'aria che respiriamo, seguita dai cibi e dalle bevande che introduciamo con l'alimentazione; il Prana dell'aria viene assorbito attraverso le mucose del naso ed i recettori nervosi dell'apparato respiratorio, mentre quello dei cibi e delle bevande viene captato dalle terminazioni nervose della lingua e della gola. Quindi  nella pratica dello yoga, l'igiene del naso e della lingua assume un ruolo fondamentale al perfezionamento delle tecniche respiratorie e alla cura della masticazione degli alimenti.

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